LO SPIRITO DEL TEMPO PARZIALE
La consapevolezza nello stabilire nuove relazioni nella struttura evolutiva della civililtà si basa sull'assunzione di responsabilità. La responsabilità è presenza. La presenza è ricerca. Ricerca significa instaurazione di contatti reali con il mondo interiore, opaco e ricco di sensazioni inesplicate che creano tensioni. La ricerca vuole trasformare queste sensazioni in fatti tangibili, cosa realizzabile solo in rari momenti di estasi creativa di uno spirito altrimenti non ravvisabile. In seguito a riflessioni sull'esitenza in uno stato di levitazione, mi sono indirizzato verso le potenzialità di vivere e creare in questa dimensione. Il cosmo nella sua interezza rappresenta per me la principale forza creativa, la forza di gravitazione 0 il suo palcoscenico espressivo.
Verso la fine del XX secolo dell'ultima era terrestre, nella Valle dei Re in Egitto, i Terrestri trovano una scultura raffigurante la testa dell'uomo ancestrale spaziale, risalente alla prima era interplanetaria. Il volto di alabastro era stato lasciato lì da membri della nostra civiltà, durante uno dei primi tentativi di insediamento su questo pianeta. Qualche anno dopo si rinviene, in un fiume nei pressi di Lubiana, città dell'Europa centrale, un modello di una città primordiale spaziale risalente alla stessa era. Per i canoni terrestri i due rinvenimenti sono casuali. Infatti la stessa persona fa entrambe le scoperte. Si tratta di un individuo creativo con la mia frequenza terrestre. A lui trasmetto i dati dell'evoluzione della costruzione spaziale, affinché li esprima liberamente e li consegni al suo tempo terrestre. Per noi il casuale evento archeologico è solo un semplice trasferimento di informazioni attraverso il codice della memoria ancestrale. Ma all'abitante terrestre cosciente di quell'era manca proprio la percezione di questa memoria ancestrale. L'incompiuta definizione di lettura dei dati condiziona perciò la successiva evoluzione umana.
L'uno e l'altro ritrovamento avvengono verso la fine dell'ultima era materiale durante l'avvio dell'era umana spaziale. A lungo il Terrestre incespica con i suoi macchinari rudimentali sui vicini pianeti del suo sistema solare. Egli conosce la misurazione delle dimensioni e la composizione della materia. Tuttavia ignora i meccanismi della composizione e della decomposizione. Oggi sappiamo che l'80 – 90 % del sapere consiste nel dominio dei meccanismi del movimento e di quelli della composizone dei contenuti.
Il trasferimento della materia rappresentava un grosso problema, ma uno ancora maggiore lo rappresentava l'avidità di possesso materiale che, in un certo qual modo, ostacola lo sviluppo psicofisoco e spirituale umano.
Agli albori del secolo XXI, epoca di scoperte sulle origini della materia, si aprono nuove dimensioni alla percezione e si entra nella prima era umana geostazionaria.
Secondo il principio delle misurazioni fisiche di allora, si era consolida la concezione della relatività del tempo, mentre rimane ignoto il meccanismo dei tempi paralleli, scoperto solo dai membri della prima era interplanetaria, cioè dagli abitanti della città primordiale spaziale.
Oggi sappiamo che il tempo è uno. Il che significa che viviamo nel tempo pieno e che la nostra evoluzione volge verso la ricerca di dimensioni che vanno oltre la luce nell'espansione spirituale intergassosa.
Il periodo precedente la scoperta del tempo unitario, quindi precedente la scoperta dei cicli temporali paralleli che si intersecano e sono differentemente misurabili, lo chiamiamo Tempo parziale. Ciò che avviene in questa fase dell'evoluzione terrestre ve lo trasmette, attraverso la sua emozione, il mio corrispondente personale della mia visione ed espresssione vocale dal costrutto nel progetto Lo Spirito del tempo parziale.
| Alnitak, |
corrispondente intergalattico |
| anno 149 della terza era intergalattica |
RAJ X TOT |
Nella traduzione dalla memoria ancestrale avvengono sovente delle interferenze, dovute soprattutto al timore della perdita e dell'oblio del sistema che determina la nostra verità esistente. Per questo motivo le emissioni emozionali indirizzano spesso l'energia in una direzione che la trasforma, nello stato evoluto di incompatibilità, in volontà di annichilimento reciproco. Ogni superfluo rinnovamento di energie già espresse nella dimensione collettiva rallenta l'evoluzione di un ciclo della civiltà. La verità fattuale non è verità assoluta, ma una verità in evoluzione che, a casua di interferenze si traduce in un determinato stato ciclico e si esplica in immagine deformata. La consapevolezza di essere, attraverso la nostra azione vitale, solo dei narratori di una storia che si delinea attraverso la costante lettura di nuovi dati, cancellerà in futuro dalla nostra coscienza lo sterile senso di panico che si manifesta all'affiorare di spinte, per la nostra concezione, distruttive di nuove verità. Il che è assurdo, se sappiamo che lo stato effettivo corrisponde sempre ad una storia reale.
Lo Spitiro del tempo parziale è storia vera, un documento sulla percezione semitemporale che spinge l'uomo ad un movimento perenne, malgrado una frammentaria conoscenza dell'essenza (realtà, sostanza). E' la storia di potenzialità, trasformate in eventi reali, nel momento in cui le energie dei pensanti si condensano e, sprigionandosi le energie nell'azione, possono realizzarsi.
| Terra, | corrispondente dal costrutto |
| anno 1996 dell'ultima era terrestre |
RAJ KRALJEV |
1. storia
2. I. livello
3. II. livello
4. III. livello
5. edificio rappresentativo
6. teatri volanti
7. teatri spaziali
8. sistema abitativo megafono
9. nuovo sisitema abitativo
10. cilindrica
11. spiralica
12. conica
13. sistema di organizzazione della vita
14. sistema di organizzazione della partenza
15. ricerca, corrispondenza, ritorno
16. uomo oggetto autarchico
17. inosfera
18. venosfera
19. autosfera
20. introduzione al clarismo
21. lingua
22. visione
23. voce
24. segno
STORIA
A 16 anni disegno tre microorganismi. Qualche tempo dopo capisco che si tratta di tre città spaziali di perfetta conformazione organica, appartenenti alla terza era intergalattica. Lì abita Rajxtot, il mio informatore dal costrutto. Le tre immagini mi indirizzano ad indagare una possibile evoluzione della città nello spazio. Nella mia tesi di laurea in architettura scrivo: "La città è un momento dell'evoluzione di eventi, una limitata combinazione organica di immagini dalla via, un corpo vivo in trasformazione che cerca sempre di cogliere il momento del suo principio." Questo concetto indica l'approccio attraverso il quale comincio ad esprimere la storia di una possibile evoluzione dell'essere terrestre.
A partire dalla tradizione trasmetto le informazioni riguardo allo sviluppo della città spaziale nel periodo detto tempo parziale. Le immagini sono solo la traduzione autorale di impulsi dati. Il testo si configura quindi in un tempo passato, che costituisce per il ciclo temporale terrestre il futuro passato.
Le prime riflessioni concrete sulla permanenza nello spazio geostazionario dell'orbita terrestre risalgono al secolo XXI dell'ultima era terrestre. Nel XX secolo l'uomo esplorava e usava questo spazio quasi esclusivamente a scopo informativo. A spingere verso la ricerca di nuove possibilità di permanenza nello spazio furono l'incremento dell'inquinamento terrestre, una forte e globale crisi tra il XX e il XXI secolo e, contemporaneamente, nuove scoperte spirituali e tecnologiche che aprivano la reale possibilità di accedere a nuove energie, soprattutto al trasporto della materia dallo spazio gravitazionale della Terra alla sua orbita. In questo modo la civiltà terrestre arriva, nel secolo XXI, alla prima era geostazionaria.
FASE I
Nella prima era geostazionaria la vita umana si svolge prevalentemente sulla Terra. In orbita circolano stazioni primitive che servono per lo più a scopo di ricerca. Con la realizzazione di strutture dotate di forza di gravità artificiale comincia l'insediamento nello spazio geostazionario. Superate le crisi e a seguito dell'incremento di domanda di territori non popolati, aumenta il livello di tolleranza tra gli esseri umani sulla Terra, mentre diminuisce considerevolmente il bisogno di possesso materiale. Si afferma un sistema ecologico ed abitativo compatto di alta qualità. Nella foto si vede la planimetria e l'inserimento della città a più livelli su palafitte nell'esistente assetto urbano di Ljubljana.
I.stadio: città a più livelli
| 3. | livello di vita o di amministrazione |
| 2. | livello forniture e livello pedonale |
| 1. | infrastruttura del traffico sotterraneo |
FASE II
Il massiccio popolamento dell'orbita terrestre e l'installazione delle prime basi di lavoro sulla Luna e su Marte segnano l'inizio della seconda era geostazionaria. Nella seconda metà di quest'era alcune città geostazionarie superano il milione di abitanti. Sulla Terra la città a più livelli si evolve nella città parcheggio. Si tratta di un sistema completo di parcheggi abitativi con struttura urbana e paesaggio pianificati: case – dimora costituite da celle volanti che si spostano da città in città. La densità delle aree urbane sulla Terra non aumenta ulteriormente. Nella foto si vede la planimetria della città parcheggio Chicago, adattamento del progetto dell'architetto Daniel Burnham del 1909 dell'ultima era terrestre.
II. stadio: città parcheggio
| 3. | livello case volanti – torri parcheggio, impianti di servizio e affari |
| 2. | livello case volanti – lotti parcheggio, approvvigionamento e livello pedoni |
| 1. | livello infrastuttura del traffico sotterraneo |
FASE III
La terza era geostazionaria comincia con il trasferimento della città geostazionaria nell'orbita di Marte, dovuta alla costruzione della prima città geostazionaria autachica nell'orbita. La città non necessita più per la sua sopravvivenza di alcun approvvigionamento dalla Terra. Si tratta della prima era di scoperte dirette di altre civiltà su determinati pianeti della nostra galassia. A causa della devitalizzazione dell'atmosfera la vita sulla Terra diventa insostenibile e nessun abitante vi risiede. Le città geostazionarie autarchiche, dotate di forza di gravità artificiale, sono costituite da elementari unità in leggera massa protometallica che si assemblano in modo relativamente facile in una costruzione cilindrica. Gli airbus assicurano una connessione veloce tra le città e i pianeti. La permanenza si organizza in base al principio evoluto di livelli cilindrici con l'acquisizione artificiale di ossigeno, di materie prime e la realizzazione di un ambiente climatico con vegetazione.
III.stadio: città autarchica geostazionaria
| anello interno | livello di vita |
| anello intermedio |
approvvigionamento e livello pedoni climatizzione artificiale, vegetazione |
| anello esterno | livello servizi e lavoro infrastruttura di comunicazione municipale stazioni di voli extraurbani |
COSTRUZIONE TIPO
Nella prima era geostazionaria, con la scoperta di nuove energie di propulsione, appaiono sulla Terra i primi edifici volanti. Questi edifici non servono per viaggiare. Hanno funzioni ben definite che svolgono in diversi punti del mondo. Con essi si realizza una nuova fruizione razionale di superfici edificabili. Primo edificio di questo genere è un teatro volante. Gli artisti possono presentare le loro opere nello stesso edificio multimediale in diverse parti del mondo. In questo modo rievocano gli antichi teatri itineranti risalenti al periodo precedente l'ultima era terrestre (foto). Il teatro anticipa gli spostamenti di massa verso lo spazio anche in altre ere geostazionarie. Esso è quindi l'edificio che rapprenta in modo esemplare l'evoluzione della permanenza nello spazio, come si può riscontrare dal testo che segue, concepito nel periodo delle prime ideazioni di teatri spaziali, ancora prima della prima era geostazionaria:
"Lo spazio abitativo determina l'essere umano. Un nuovo modo di vita e di creazione (creatività) sono possibili solo in un nuovo modo di permanenza (abitare). Lo spazio cosmico indica una reale possibilità per lo sviluppo di nuove dimensioni spirituali.
Il concetto di permanenza (abitare) si rappresenta nel teatro terrestre come una creazione fittizia. Il che dà la possibilità agli spettatori di confrontarsi facilmente con i suoi contenuti. Per questo motivo sono convinto che il teatro come spazio di permanenza (abitativo) di massa possa essere il corrispondente più adeguato per le nuove forme di vita.
L'architettura teatrale è il punto di identificazione di ogni civiltà. Il sistema dei teatri spaziali ci inserisce con la sua immagine architettonica nell'epoca che sopraggiunge. In tale modo all'identità del teatro vengono restituiti i valori smarriti della riconoscibilità universale.
Il teatro spaziale rimarrà sospeso in assenza di gravità a 36 mila km sopra la terra. La sua velocità sarà uguale alla velocità della rotazione terrestre. Esso sarà il centro architettonico di trasmissione di idee, miti e pensieri. Sarà uno spazio teatrale autonomo in cui si insedierà l'arte".
TEATRI VOLANTI
OTTO VOLANTE
Teatro con sala centrale circolare e gradinate mobili nella parte inferiore della sfera dell'otto.
Sul tetto dell'edificio si trova un teatro circolare all'aperto con palcoscenico centrale nella sfera superiore dell'otto.
TERRA TERRA
Teatro sferico variabile con grande sala centrale.
Possibilità di suddivisione in quattro sale semiamfiteatrali.
Sala circolare di dimensioni inferiori sul tetto.
PANORAMA
Teatro ispirato all'amfiteatro greco con palcoscenico centrale.
Possibilità di vista all'esterno attraverso parete trasparente dietro al palcoscenico.
Amfiteatro di più piccole dimensioni sul tetto.
TRABICOLO
Teatro per tre persone con videopalco centrale multimediale.
TEATRI SPAZIALI
OTTO VOLANTE
- Primo teatro spaziale.
- Qui risiede lo spirito del teatro spaziale.
- Lo stato di assenza di gravità si riscontra nella fruibilità della struttura volumetrica.
- Le gradinate sono volte al centro verso i due palcoscenici prospicienti.
- Possibilità di fluttuare nell'otto intorno ai due palcoscenici.
TERRAXTERRA
- E' il genio della variabilità spaziale.
- La sala centrale sferica può essere divisa in due o quattro sale.
- Tre croci suddividono la sfera in otto sale trilaterali piramidali.
PANORAMA
- Esprime l'amore per il contenuto dell'assenza di gravità.
- Lo spazio è uno spettacolo da guardare attraverso la trasparente parete mobile che si trova dietro al palcoscenico centrale.
TRABICOLO
- Giocattolo spaziale.
- Concepito come teatro per tre persone.
- Gli spettatori in tre punti del perimetro della sfera si muovono in tutte le direzioni, guidati da elettromagneti.
- Lo spettacolo si svolge al centro della sfera
- Sono disponibili al massimo di 24 punti diretti da elettromagneti – spettatori
SISTEMA ABITATIVO MEGAFONO
La quarta era geostazionaria inizia con l'invenzione della prima capsula mononucleare che viaggia attraverso lo spazio alla velocità della luce. Nelle ere geostazionarie precedenti l'uomo incrementa le conoscenze nel settore delle microenergie. Scopre che attraverso vibrazioni spirali ad alta frequenza le particelle della materia che a quel tempo viaggiavano alla massima velocità non si decompongono. Costruisce una capsula composta di particelle di una sola massa monocellulare che lo porta nello spazio alla velocità della luce. Contemporaneamente comincia ad abituarsi alla lunga permanenza nello spazio in assenza di gravità e comincia a progettare città spaziali più evolute. In questo modo passa al un nuovo sistema abitativo - megafono, una città con la progressiva diminuizione della forza di gravità.
La simulazione della vita nel sistema megafono viene presentata per la prima volta nel teatro spaziale dell'otto volante.
FINALITÀ DELLA NUOVA ABILITABILITÀ
Nel periodo della prima progettazione delle città coniche si verificano nella costituzione umana le prime radicali mutazioni. Nel teatro spaziale per tre persone (foto) si produce il primo esperimento di convivenza tra tre diversi soggetti mutati. Da tre sperimentazioni risulta che sia il corpo umano sia la psiche sono pronti per il passaggio nella nuova dimensione abitativa. L'umanità è in grado di sopravvivere per tutta la durata della vita in assenza di gravità.
In questo stesso periodo vengono progettate tre città del sistema megafono: CILINDRICA, SPIRALICA e CONICA, con la finalità di preparare l'individuo a dominare il proprio essere nello spazio universo.
CILINDRICA
Sistema parallelo megafono.
Sistema gerarchico con passaggio al nuovo stadio.
SPIRALICA
Sistema di collegamento megafono.
Sistema urbano lineare con graduale passaggio al nuovo stadio.
CONICA
Sistema diretto megafono
Sistema misto urbano con libero passaggio attraverso tutti gli stadi.
SISTEMA DI ORGANIZZAZIONE ABITATIVA
La consapevolezza umana della propria importanza nelle relazioni con l'intero costrutto spaziale nelle città del sistema Konofon è accentuata. I tre sistemi conosciuti sono suddivisi in cinque zone urbane. Si effettua così un graduale passaggio nella dimenione del controllo dell'assenza di gravità e si rende più facile l'organizzazione della coscienza collettiva mutante. Gli stati conflittuali, una minaccia per la sopravvivenza del sistema, scompaiono; le soluzioni positive neutralizzano le emissioni più deleterie dell'inconscio. Nell'antichità terrestre, alla responsabilità nei confronti di sé e dei propri simili, alla libertà di movimento e di espressione all'interno del sistema esistente, veniva attribuita la famigerata etichetta di anarchia. Nella quarta era geostazionaria questo modello esistenziale diventa un ovvio principio abitativo.
L'organizzazione abitativa nei territori dei tre sistemi urbani:
CILINDRICA – il passaggio al nuovo stadio
1. stadio – adeguamento
2. stadio - nuovo ordine
3. stadio- consapevolezza
4. stadio- presenza attiva
5. stadio- partenza – ricerca
SPIRALICA – passaggio graduale al nuovo stadio
1. stadio- adeguamento
2. stadio- nuovo ordine
3. stadio – consapevolezza
4. stadio – presenza attiva
5. stadio – partenza – ricerca (esplorazione)
CONICA – libero passaggio attraverso tutti gli stadi
1. stadio comunicazione chiara
2. stadio consapevolezza
3. stadio della presenza attiva
4 .stadio nella vita urbana
5. stadio - partenza – esplorazione
SISTEMA DELL'ORGANIZZAZIONE DELLA PARTENZA
L'abitante della città del sistema megafono si propone il controllo del sé nelle nuove dimenisoni dello spazio, cioè la ricerca. In base allo stadio di evoluzione, la partenza avviene come logica conseguenza di un desiderio essenziale di ogni individuo. Non esiste una particolare organizzazione della partenza. Nella ricerca di nuove vite nella galassia egli parte alla velocità della luce, allo scopo di poter poi riferire (relazionare) alla sua civiltà. Il desiderio fondamentale è stato espresso per iscritto già nell'ultima era terrestre: "I sogni dei nuovi giorni diventano realtà quando siamo pronti a seguire noi stessi fino alle estreme possibilità di mutazione. La trasfigurazione in amore libero dalla paura è possibile al rientro di tutte le informazioni. Sulla via elaboro da Solo nel mio edificio indipendente la mia forza nello stadio responsabile della civililtà dell'essere. L'automatista è un anarchico consapevole che ama fino in fondo il suo essere."
RICERCA, CORRISPONDENZA, RITORNO
RICERCA
Il desiderio di sapere spinge l'essere umano ad indagare i limiti delle sue capacità. Dobbiamo sapere che forzare l'ordine non ha senso se non si conosce l'essenza. La chiarezza ci permette di costituire relazioni sul cammino verso l'interezza del costrutto.
CORRISPONDENZA
Il radicamento può ostacolare, se non si ha la consapevolezza che l'appartenenza originaria è solo un dato di fatto, un supporto, su cui poter liberamente evolverci verso la sincronia con l'universo. Corrispondere con la casa è utile per tutti.
RITORNO
L'eccesso di desiderio di movimento può provocare uno smodato allontanamento dalla propria coscienza che deteriora la nostra resistenza e rovina l'evoluzione dell'essere psicofisico. L'esploratore ha sempre la possibilità di tornare a casa, nel territorio della percezione assoluta, dove può relazionare facilmente sul suo percorso.
UOMO EDIFICIO AUTARCHICO
Nelle capsule di viaggio monocellulari l'uomo è capace di vivere per tutta la vita senza approvvigionamento suppletivo o aiuto. Conseguito uno stadio superiore di inconscio energetico, l'approvvigionamento è autogeno ed è scogiurato ogni imprevisto. Si arriva ad una fusione con l'abitazione. L'uomo edificio autarchico è rappresentato nello schizzo che si riferisce all'ultima era terrestre.
INOSFERA
Area abitativa interna alla città geostazionaria spaziale. Ecosistema abitativo autarchico.
VENOSFERA
Area di movimento geostazionario delle abitazioni spaziali intorno ad un pianeta.
AUTOSFERA
Area di evoluta dimensione autarchica abitativa di viaggio. L'automatista viaggia nel raggio di luce verso l'astrale.
INTRODUZIONE AL CLARISMO
Al passaggio dalla quarta era geostazionaria alla prima era interplanetaria, l'uomo fissa la sincronia delle strutture microparticellari organiche in un organismo unitario. Ciò significa che l'uomo può esprimersi come sistema unifono che si costruisce e si decompone ad una determinata vibrazione ad alta frequenza. In questo modo può viaggiare in stato decomposto nel raggio della luce senza alcun abitacolo. Questa conquista gli permette la scoperta dell'unitarietà del tempo che segna la fine del Tempo parziale e l'entrata nella prima era interplanetaria, chiamata anche del Clarismo.
L'uomo diventa automatista, è in grado di controllare lo stato psicofisico in tutte le dimensioni spaziali. Nella prima era geostazionaria l'uomo aveva intuito questa possibilità. L'evoluzione di quest'ultimo periodo segna l'entrata nel clarismo che gli apre nuovi orizzonti al di là della luce.
LINGUA
Rimane la lingua, diversi codici di comunicazione che contengono il concetto di coscienza dell'essere in tempi diversi paralleli. Un messaggio va contestualizzato e chiarito con argomenti diversi.
VISIONE
Rimane la visione, poiché il costrutto cambia continuamente durante il simultaneo rilevamento di cicli conclusi di immagini. Dall'unione dei due stati scaturisce ogni volta una luce nuova.
VOCE
Rimane la voce perché l'uomo è una stella che propaga il suo battito ad un ritmo preciso. Egli emette sempre un suono. Ogni suono è nuova espressione.
SEGNO
La dispersione di energia provoca durata che si svolge nel tempo della combustione del nucleo. Il nucleo è la casa che va sempre abbandonata per mettere in moto il tempo. Ma dobbiamo sapere che il TEMPO E' UNO.